Anello delle Camogne

Anello delle Camogne

L’itinerario parte dalla chiesa di Norcen dove ci sono alcuni posti macchina e un’area attrezzata per il pic-nic. Da qui si sale lungo la strada asfaltata, delimitata da un muro a secco ricoperto di felci, muschi e geranio selvatico (Geranium robertianum), in ambiente aperto e panoramico.

In una decina di minuti si raggiunge la frazione di Valduna, composta da piccoli raggruppamenti di case. Il successivo nucleo abitato è caratterizzato dalla presenza di una tettoia con copertura a laste di pietra e di una fontana, utilizzata in passato come abbeveratoio. Sotto la strada il ripido pendio è ricoperto da conifere; queste attraggono piccoli uccelli come le cince, che compiono mille acrobazie tra i rami per estrarre qualche seme.

Mantenendo sempre la direzione, si oltrepassa un tratto di bosco con abete, larice e carpino, fino a notare, accanto alla strada, una costruzione che presenta elementi tipici: scale in pietra, per facilitare l’ingresso al fienile, e muratura con trovanti in porfido, per conferire maggior resistenza agli angoli. Superata una vallecola, si riprende a salire fino al bivio di Case Valerna (ore 1.00 circa da Norcen), dove si abbandona la strada asfaltata che sale ai Paradis, per proseguire su sterrato. Facendo attenzione, si percepisce il rumore dell’acqua del torrente Porcilla, che scorre sul fondo della valle dai fianchi scoscesi.

Lasciati alcuni vecchi edifici, il percorso conduce in pochi minuti alla sorgente Boa e quindi alla località Stalle Boa, dove sorgono due villette abitate e una maiolèra, che ha conservato i lineamenti dell’architettura tradizionale. Il nome del luogo sembra attribuire ad una frana (boa in dialetto), non facilmente collocabile nel tempo, la responsabilità della morfologia attuale.

Percorrendo il tracciato principale, dopo circa 100 m dall’incisione torrentizia del Porcilla, si segue sulla destra una mulattiera, che si inoltra nel bosco tra noccioli, abeti e salici dalla corteccia verdastra. In prossimità di un impluvio si abbandona la pista più evidente per risalire il pendio boscoso verso sinistra. Guadagnata la rotabile proveniente da Pedavena, la percorriamo in salita e, subito dopo un tornante, deviamo su un tracciato secondario. Raggiunta nuovamente la strada asfaltata, procediamo in vista di Croce d’Aune, allietati da un ampio panorama.

Dal centro di Croce d’Aune si prende a salire verso destra, notando l’affioramento della Scaglia Rossa, un calcare ricco di argilla e di colore rossastro, originatosi in ambiente di mare profondo tra 100 e 65 milioni di anni fa (Cretaceo). Arrivati in località Cimamonte (ore 3.00 da Norcen), punto di passaggio dell’Alta Via n. 2 e dell’itinerario delle Chiesette pedemontane, si prosegue lungo la carrareccia sulla destra. Superate alcune case, questa si snoda quasi pianeggiante nel bosco, a ridosso del confine del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Tra 800 e 1400 metri di quota e negli habitat con clima fresco e umido, diviene sensibile la presenza del faggio; in questo tratto se ne osservano molti esemplari, a volte contorti o con tronchi ramificati.

INFORMAZIONI UTILI:

Partenza e arrivo: Chiesa di Norcen (510 m.s.l.m.)

Località attraversate: Valduna, Valerna, Stalle Boa, Croce d’Aune, Cimamonte, Stalle Camogne, Pian dell’Albero, Paradis, Salzena, Monegat, Grip, Trugno

Segnaletica: frecce direzionali blu e bianche con la scritta “Anello delle Camogne”

Distanza: 11,4 km

Dislivello: 586 m

Tempo di percorrenza: ore 5.00

Periodo consigliato: tutto l’anno, ma particolarmente gradevole in autunno per i colori della vegetazione; in inverno può diventare impegnativo per la presenza di neve e di possibili tratti ghiacciati

Punti d’interesse: borgo e chiesa di Norcen, centro turistico di Croce d’Aune, paesaggio delle Camogne e di Salzena, edifici rurali tipici

Note: itinerario piuttosto lungo e con dislivello abbastanza elevato, che raggiunge Croce d’Aune; il tracciato comunque non presenta particolari difficoltà, tranne alcuni tratti ripidi, a volte fangosi e con fondo sconnesso. Per questo è percorribile, con un po’ d’esperienza, anche in mountain-bike.

Ci si trova in un ambiente naturale che esige rispetto:

  • Divieto di raccolta di fiori
  • Divieto di balneazione
  • No agli schiamazzi
  • Divieto di accensione fuochi
  • Non lasciare in giro rifiuti, ma gettali negli appositi spazi (anche i mozziconi di sigarette, i fazzolettini, le mascherine e il rifiuto umido)
  • I minori devono essere accompagnati
  • I cani devono essere tenuti al guinzaglio e le loro deiezioni raccolte
  • Non uscire dal sentiero
  • Non disturbare la fauna locale

Si suggerisce di informarsi tramite il sito dell’ARPAV su eventuali perturbazioni prima di intraprendere il percorso.

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