Esplora 24 sale settecentesche a Palazzo Fulcis e ammira una vasta collezione d’arte che spazia dal Trecento al XIX secolo. Un’esperienza unica per gli amanti dell’arte e della storia.
Raccolte storico-artistiche dal XIV al XIX secolo in tremila metri quadrati di spazio espositivo
Il museo civico di Belluno, fondato nel 1876, si colloca oggi presso Palazzo Fulcis De Bertoldi, dopo il pregevole lavoro di restauro dello storico palazzo dell’aristocratica famiglia bellunese dalla quale prende il nome. Le sue ventiquattro sale settecentesche, caratterizzate dagli eleganti stucchi e dagli elaborati pavimenti in seminato veneziano, si distribuiscono su cinque piani.
Il percorso museale si snoda a partire dal lapidario nel quale è raccolta un’eterogenea serie di testimonianze provenienti dalla città di Belluno.
Al primo piano si trovano il salone nobile a doppia altezza e le prime quattordici sale del museo, con i dipinti della raccolta civica dagli albori della storia dell’arte bellunese con il Trecento di Simone da Cusighe sino ad arrivare ai quadri da stanza d’età barocca, passando per le culture di Matteo Cesa, le placchette ed i bronzetti rinascimentali della collezione Florio Miari, i gioielli della collezione Prosdocimi Bozzoli, le porcellane settecentesche della collezione Zambelli, gli stucchi dell’alcòva ed una selezione di disegni e stampe.
Salendo al secondo piano si incontrano altre nove sale, contenenti le opere scultoree di Andrea Brustolon e Valentino Panciera Besarel, le tele di Marco e Sebastiano Ricci, le vedute di Ippolito Caffi e le opere di vari altri esponenti della pittura bellunese del Sette ed Ottocento.
L’ultimo piano, infine, oltre ad ospitare uno spazio riservato alle mostre temporanee ed una sala didattica, accoglie le tre grandi tele realizzate da Sebastiano Ricci per la decorazione del camerino d’Ercole di Pietro Fulcis.
Biglietti:
- Intero: € 8,00
- Ridotto: € 5,00
- Scuole: € 3,00
- Famiglia: € 12,00
La biglietteria chiude 45 minuti prima della chiusura del Museo.
Per maggiori informazioni sull’acquisto dei biglietti, sulle visite guidate, sui laboratori didattici e sulla Fulcis Friend Card si consiglia di consultare il sito di MuBel del Comune di Belluno.
Aperto al pubblico dal 1876, ospita un’importante raccolta archeologica oltre a dipinti e sculture da Bartolomeo Montagna a Ippolito Caffi. Il Museo illustra in maniera esaustiva l’arte pittorica bellunese a partire dal XV fino al XX secolo. Di Jacopo da Montagnana (1440?-1499) e di Pomponio Amalteo (1505-1588) sono numerosi frammenti di affreschi che un tempo decoravano la Caminata, sede dell’antica Comunità di Belluno interamente ricostruita e adattata a Tribunale provinciale tra il 1838 ed 1840. Sono inoltre esposte alcune opere di Matteo Cesa (1425-1495), di Bartolomeo Montagna (1450 -1523), Palma il Giovane (1544-1628) e di Domenico Tintoretto (1560-1635). Di grande valore sono le tele settecentesche di Sebastiano Ricci (1659-1734), dipinte per casa Fulcis, rappresentanti la Caduta di Fetonte, Ercole e Onfale, Ercole al bivio; opere pittoriche e grafiche di Marco Ricci, dipinti di Gaspare e Antonio Diziani, di Antonio Lazzarini e di Giuseppe Zais. Del pittore e patriota bellunese Ippolito Caffi (1809-1866), tra i maggiori vedutisti dell’Ottocento italiano, vi sono la tela Venezia con la neve e la nota veduta di Belluno con il Monte Dolada. Appartengono alle collezioni del Museo anche alcune sculture; tra queste di particolare pregio quelle del Michelangelo del legno Andrea Brustolon (1662-1732), quali il Crocefisso o la cornice con putti. Dello stesso artista sono conservati anche alcuni bozzetti in terracotta e un corpus di disegni preparatori. Di grande interesse infine alcune raccolte solo in parte esposte nelle sale, le tavolette votive di epoca compresa tra il XVIII e il XIX secolo, la collezione Zambelli-Perale di porcellane prodotte da manifatture italiane e europee dal sec. XVIII al XIX, la raccolta Prosdocimi-Bozzoli di gioielli d’oreficeria bellunese tra ’800 e ’900. La sezione archeologica conserva testimonianze dell’età del ferro, costituite in buona parte da ritrovamenti provenienti dallo scavo ottocentesco di una necropoli nei pressi di Cavarzano (fibule, coltelli e oggetti in bronzo) e da scavi successivi effettuati in aree limitrofe. Numerosi sono anche i reperti di età romana e dell’Alto Medioevo: da segnalare i due corredi tombali di epoca longobarda, rinvenuti rispettivamente a Mel e a Sospirolo. Il lapidario romano è ospitato nell’androne del vicino Auditorium Comunale: da segnalare la base in pietra calcarea del Cansiglio degli inizi del III secolo d.C. dedicata a Marco Carminio Pudente, che ricoprì importanti funzioni amministrative tra le quali anche quella di patrono del collegium dei dendrophori (addetti alla lavorazione e smercio del legname) e fabri, e la stele funeraria, del II secolo d.C., di Tito Sertorio Proculo che ebbe numerosi incarichi politici e religiosi nel municipium. Merita un ricordo, inoltre, il sarcofago di Flavio Ostilio e della moglie Domizia del III secolo d.C., visitabile nel cortile di Palazzo Crepadona, sede del Centro culturale cittadino. La pinacoteca del Museo è esposta nei rinnovati spazi di Palazzo Fulcis, prestigioso edificio settecentesco per le sale del quale furono create da Sebastiano Ricci i capolavori conservati oggi in Museo.
Accesso in piano
Bagno accessibile
Mail: museo@comune.belluno.it
Website: https://mubel.comune.belluno.it
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