È lì da 3300 anni, piccolo testimone dell’epoca dei grandi siti archeologici europei. Visitare l’antico sito di Noàl, oggi Parco archeologico, significa riavvolgere il nastro del tempo e tornare all’età del Bronzo, del Ferro e al Medioevo. Luogo di suggestiva bellezza, tra fiume Piave e Cordevole, Noàl ha seguito l’avvicendarsi di popoli e innovazioni metallurgiche, imperi e vescovi guerrieri. Oggi, grazie a un lungo lavoro di ricerca e riscoperta, il parco archeologico di Noàl restituisce intatti il mistero e l’energia di millenni di storia e di leggende: è sufficiente chiudere gli occhi per immaginare i primi fabbri al lavoro, musiche e canti medioevali.

Le prime strutture difensive risalgono al periodo fra il XIII e il XII sec. avanti Cristo: sono strutture con più ordini di palizzate, di gabbioni lignei (riempiti di sfasciume roccioso e terriccio) e con un terrapieno (argine “C”) a difesa di piccole costruzioni abitative e artigianali (attività metallurgica, produzione di manufatti in ceramica, ecc). Si tratta del castelliere dell’età del Bronzo che sarà distrutto da un grande incendio probabilmente causato da un’azione bellica.

Tra il IX e l’VIII sec. avanti Cristo il castelliere di Noàl viene ricostruito ancora più possente innalzando maggiormente il terrapieno fino ad avere dimensioni monumentali visibili da lontano. A contrastare la spinta del terrapieno verso l’interno vengono realizzati dei contrafforti addossati ai quali ci sono delle piccole costruzioni ad uso abitativo ed artiginale. Nel V-IV sec. a.C. (presenza dei Veneti antichi) il terrapieno viene ulteriormente rialzato. Anche nell’età del Ferro un’estesa serie di incendi causati da fatti bellici ne provocherà la distruzione.

La prima alta struttura lignea fortificata di età storica (una torre) dovrebbe risalire ai Goti (VI secolo). È però più tardi che si data la prima importante opera difensiva composta da torre in massi legati con malta e terrapieno costituito da palificate e ciottoloni. Questo è il primo complesso ad essere definito “castello” (detto dei Mirabèi, Mirabello). Consisteva in una torre, una cinta fortificata e delle costruzioni abitative e artigianali disposte attorno a un bacino d’acqua piovana (pozza). La sua definitiva distruzione, ad opera delle milizie congiunte di Belluno e Feltre capitanate dal vescovo Gerardo de Taccoli, avviene nel 1196 durante le guerre che vedono quest’ultimo opposto al Comune di Treviso che lo aveva occupato.

Il percorso archeologico. Per rivivere la storia di Noàl, all’interno del Parco si snoda un percorso didattico attrezzato con pannelli che illustrano la storia del luogo, le ricerche, i ritrovamenti e segnalano gli strati delle diverse epoche del castelliere/castello.
In cima alla torre, realizzata con altezza analoga a quella antica e per proteggerne i resti, con una vista panoramica a 360° sulla valle e le cime del Parco delle Dolomiti Bellunesi, si trova invece l’aula didattica, attrezzata con teche che custodiscono copie perfette dei reperti rinvenuti, pannelli illustrativi e pannelli panoramici per traguardare e individuare l’antica rete di castelli, insediamenti protostorici, torrette di guardia, le principali cime delle montagne intorno, i paesi, il Piave ed il Cordevole.

Escursioni (si consiglia una calzatura comoda).
1) A Landris, circa 1 Km a nord di Sedico, quando la strada regionale agordina inizia a salire verso Roe Alte, un grande cartello segnala l’inizio del percorso che in circa mezz’ora di cammino, tra sentiero e stradina secondaria, conduce al parco di Noàl.
2) Subito a nord di Sedico, prima della rotatoria, un segnale stradale indica l’inizio della via Mirabèi e del percorso per il parco di Noàl, cui si giunge dopo circa venti minuti. Unendo i due percorsi, è possibile compiere un interessante giro ad anello.