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Visita alla Cripta del Duomo di Belluno
12 Novembre @ 0:00
La cattedrale di Belluno determina il cardine storico-religioso della città, essendo attorniata da importanti edifici che perimetrano la piazza sulla quale sorge. Infatti le fanno corona l’ex palazzo del Tribunale, il Municipio, il palazzo dei Rettori (Prefettura), l’Auditorium, il Battistero e palazzo Piloni, sede dell’Amministrazione provinciale. Edificata nell’antico centro abitativo urbano, la prima informazione che la riguarda risale all’anno 547 quando il vescovo Felice – in segno di gratitudine votiva – la intitolò a san Martino vescovo di Tours. Dell’originaria chiesa altomedioevale rimangono alcuni frammenti lapidei con motivi decorativi ad intreccio vimineo (secc. IX-X), già usati come materiale di riporto, rinvenuti durante i restauri dopo il terremoto del 1936.
Attraversando la porta che immette nel vestibolo della sagrestia, scendendo tutte le scale, si giunge alla cripta. L’unico altare di indubbia valenza storico-artistica, riassemblato dopo i danni del terremoto ottocentesco, in origine costituiva l’arca funebre della famiglia Avoscano (terzo-quarto decennio del XIV secolo); la centrale scultura della Vergine con il Bimbo e quelle degli spigoli che lo adornano, invece, sono integrazioni di elevato registro stilistico databili al primo quarto del Quattrocento. L’elegante custodia marmorea contiene le reliquie venerate nella cattedrale sin dal Medioevo.
La soprastante pala formata dal polittico con le storie di san Martino (sec. XV) è arricchita dalla predella (vicende della vita del Battista) e dal timpano con l’Eterno Padre, eseguiti dal bellunese Nicolò de Stefani (ottavo-nono decennio del Cinquecento). Alle pareti si notano alcuni ritratti di vescovi (due del pittore seicentesco Francesco Frigimelica il vecchio) e uno scudo ligneo policromato dello scultore Andrea Brustolon (ante 1730).
Senza prenotazione, ingresso libero Visite guidate gratuite alla Cripta del Duomo
La cattedrale di Belluno determina il cardine storico-religioso della città, essendo attorniata da importanti edifici che perimetrano la piazza sulla quale sorge. Infatti le fanno corona l’ex palazzo del Tribunale, il Municipio, il palazzo dei Rettori (Prefettura), l’Auditorium, il Battistero e palazzo Piloni, sede dell’Amministrazione provinciale. Edificata nell’antico centro abitativo urbano, la prima informazione che la riguarda risale all’anno 547 quando il vescovo Felice – in segno di gratitudine votiva – la intitolò a san Martino vescovo di Tours. Dell’originaria chiesa altomedioevale rimangono alcuni frammenti lapidei con motivi decorativi ad intreccio vimineo (secc. IX-X), già usati come materiale di riporto, rinvenuti durante i restauri dopo il terremoto del 1936.
Attraversando la porta che immette nel vestibolo della sagrestia, scendendo tutte le scale, si giunge alla cripta. L’unico altare di indubbia valenza storico-artistica, riassemblato dopo i danni del terremoto ottocentesco, in origine costituiva l’arca funebre della famiglia Avoscano (terzo-quarto decennio del XIV secolo); la centrale scultura della Vergine con il Bimbo e quelle degli spigoli che lo adornano, invece, sono integrazioni di elevato registro stilistico databili al primo quarto del Quattrocento. L’elegante custodia marmorea contiene le reliquie venerate nella cattedrale sin dal Medioevo.
La soprastante pala formata dal polittico con le storie di san Martino (sec. XV) è arricchita dalla predella (vicende della vita del Battista) e dal timpano con l’Eterno Padre, eseguiti dal bellunese Nicolò de Stefani (ottavo-nono decennio del Cinquecento). Alle pareti si notano alcuni ritratti di vescovi (due del pittore seicentesco Francesco Frigimelica il vecchio) e uno scudo ligneo policromato dello scultore Andrea Brustolon (ante 1730).
Senza prenotazione, ingresso libero Visite guidate gratuite alla Cripta del Duomo