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Il Suono che sana, medicina per l’anima

14 Luglio @ 0:00

Entro la cultura occidentale, mai come in epoca medievale la musica è stata considerata e praticata come strumento per equilibrare il delicato dialogo tra anima, corpo, mente.

Grazie alla vibrazione, sua materia imprescindibile, e al librarsi delle frequenze acustiche, distanti dai suoni del parlato, la melodia e l’armonia creata dal simultaneo intrecciarsi di più linee agiscono a livello cellulare, riconosciute dal sistema psicofisico nel loro farsi incessante tra concordanza e dissonanza, armonia e sinfonia.

La musica e le sue leggi, i suoi ritmi, il suo modulare, doveva dunque apparire come il divenire della vita, trama anch’essa di luci e ombre, alti e bassi, gioie e dolori. Se alle linee melodiche e agli andamenti ritmici si guarda al testo, ossia alla parola, le dinamiche si aprono e potenziano ulteriormente, sempre a beneficio della creatura umana, ossia per la sua sanità e salvezza.

È questo lo scenario in cui evolve il repertorio musicale sacro dei secoli XIIXIV, contraddistinto per densità dei temi, varietà stilistica e possibili soluzioni esecutive tra voci e strumenti.

La specifica sostanza testuale è da legarsi anche al procedere per simboli che, come suggerito dal termine, riunisce e conferisce ulteriore senso ad aspetti che alla mente razionale appaiono diversi se non opposti, sottraendosi dunque ad una sterile visione duale.

Ma deriva anche dalla visione complementare delle figure del Sacro, una lettura che tocca il suo apice proprio tra epoca romanica e gotica, quanto l’immagine trina del Padre, Figlio e Spirito Santo è implementata dalla figura di Maria, il quarto elemento, femminile, da cui il tre, maschile, non può prescindere.

Questa visione ad innesto spiega anche le parafrasi aggiunte alle parti fisse della Messa – Kyrie, Gloria, Sanctus, Agnus Dei – a impregnare di vibrazione la Parola, e la visione salvifica associata oltre alla Croce anche a Maria, madre della santa medicina.

Mai come in questo tempo il suono del Sacro è presenza che può sanare ed elevare sino a farsi salvifico, medicina per l’anima.

InUnum ensemble

Caterina Chiarcos, voce, viella

Elena Modena, voce, arpa gotica, viella, campane, percussioni

Ilario Gregoletto, organo portativo, flauti diritti, cialamello, organistrum

Per informazioni: Centro Studi Claviere A.P.S. claviere@alice.it  cell. 340 212 2409

Ingresso libero offerta consapevole

Ascolto-meditazione entro La via al Santuario. Itinerario musicale, poetico e di conoscenza

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Data:
14 Luglio
Ora:
0:00
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