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Convegno Bicentenario della nascita di don Antonio Della Lucia

17 Maggio @ 0:00

Mattinata di studi presso l’Istituto Agrario intitolato al Cavalier Don Antonio Della Lucia, alla presenza di docenti, relatori e rappresentanti delle Associazioni di categoria per l’Agricoltura in provincia di Belluno.

“Se un briciolo di tempo m’avanza, volentieri lo spendo, nel poco che valgo, a sbugiardare e distruggere quel:‘sempre si è fatto così’ .”

Non si perde in chiacchiere Don Antonio Della Lucia, predicatore carismatico e sacerdote di profonda spiritualità, ma allo stesso tempo uomo pragmatico e rivoluzionario che mette tutto se stesso nel migliorare le condizioni di vita della collettività.

Spesso criticato e osteggiato per le sue idee innovatrici, riesce con incredibile intelligenza e lungimiranza a risollevare le sorti della vallata Agordina.

Don Antonio della Lucia nasce il 16 maggio 1824 nel piccolo villaggio dolomitico di Frassenè Agordino. Cresce tra l’Agordino e Venezia. La comunità del suo paese contribuisce alle spese per la sua formazione essendo la sua famiglia troppo povera per sostenerle.

Terminato il suo percorso di studi a Venezia entra nel seminario di Belluno e diventa sacerdote nel 1846.

Dopo alcuni anni a Frassenè e San Tomaso Agordino diventa Vicario della Forania di Canale d’Agordo (Soprachiusa) e lì vi rimane fino al 1899, anno in cui si sposta a Caviola fino al 1906 quando muore.

Ma cosa ha fatto di così importante questo parroco per ricordarlo 200 anni dopo?

La Canale d’Agordo della seconda metà dell’800 è caratterizzata dalla civiltà contadina, dal duro lavoro nelle miniere locali, dalla necessità di emigrare per sostentare le proprie famiglie. In questo contesto Don Antonio Della Lucia è attento e ben consapevole dei problemi che affliggono la sua comunità.

Si rimbocca le maniche e ha un’intuizione per gestire meglio le risorse del territorio: fonda nel 1872 la Prima latteria cooperativa d’Italia a sistema svedese, dove viene fatto confluire tutto il latte degli allevatori della valle, che hanno così modo di lavorarlo e ottenere i prodotti destinati allo scambio.

Nonostante un iniziale scetticismo da parte della popolazione locale, questo modello si rivela di successo, tanto che si diffonde in tutta Italia.

Ma non finisce qui: in seguito egli istituisce, infatti, la Federazione delle Latterie Agordine e una Società di Mutuo Soccorso per assicurare i contadini contro la morte del bestiame.

Non si occupa solo di migliorare le condizioni economiche e sociali della comunità, ma anche della loro istruzione e spiritualità.

Nel 1866 apre infatti il primo asilo rurale della provincia di Belluno, intuizione di grande portata innovativa e pedagogica.

Fonda, ancora, le biblioteche “circolanti” della Valle del Biois, in modo da rendere accessibile la cultura a tutti.

Don Antonio coordina anche il fenomeno dell’emigrazione in Brasile, organizzando i viaggi, preparando i documenti e facendo sì che i suoi parrocchiani trovino un luogo dove stare e un lavoro. Grande sostenitore dei diritti delle donne (tra cui quello al voto) e precursore dei tempi, già nel 1870 afferma: “Tutti abbiamo o una madre, o una moglie, o una sorella, o una figlia che attende la sua emancipazione”.

Nel 1894 Don Antonio viene nominato membro del Consiglio Superiore dell’Agricoltura, unico sacerdote su 50 componenti e, per i suoi alti meriti, nel 1878 il Re Vittorio Emanuele II gli conferisce perfino il titolo di Cavaliere della Corona.

Per ricordare e far conoscere la sua straordinaria figura e il suo importante operato, la Fondazione Papa Luciani in collaborazione con l’Istituto Agrario a lui dedicato, a Vellai di Feltre, ha organizzato una mattinata di studi intitolata “ Don Antonio della Lucia: un modello di ieri valido per oggi e per il futuro”.

Nel corso del convegno, alla presenza del dirigente scolastico Ezio Busetto, degli insegnanti e degli alunni (circa 500) che seguiranno l’incontro online collegandosi direttamente dalle loro classi, interverranno: i rappresentanti delle Associazioni di Categoria per l’Agricoltura in provincia di Belluno; Loris Serafini, direttore del Museo Albino Luciani e biografo di Don Antonio Della Lucia; Arduino Salatin, docente ordinario presso l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia; Don Fabio Fiori, parroco di Danta di Cadore e di San Nicolò di Comelico, fondatore di nuove cooperative sociali; Eleuterio Marinoni, presidente UCID Veneto (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) e Antonio Francesco Bortoli, direttore di Lattebusche SCA.

L’evento vuole essere non solo una celebrazione della figura e dell’opera di Don Antonio Della Lucia, ma stimolare anche una riflessione sulle possibilità di sviluppo attuali e future per le nostre comunità e per i nostri giovani, che possa quindi tradursi in risultati ed iniziative concrete.

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Data:
17 Maggio
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