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Nel regno dei camosci

Dalla graziosa frazione di  Toffol, dove si può parcheggiare l’auto, si sale tra le caratteristiche abitazioni e rustici (segnavia CAI n. 465 all’angolo di un fienile). Qui la strada comunale diventa una carrareccia erbosa. Pochi metri dopo esservisi inoltrati, si devia a destra nei pressi di una vasca d’accumulo dell’acquedotto per attraversare il torrente Loschiesuoi. Si giunge in una piacevole radura che, prendendo a sinistra, risale lungo la valle per inoltrarsi nel bel bosco di abeti, dove il tratturo diventa sentiero segnalato. Con buona pendenza si percorre la suggestiva selvaggia valle del rio Loschiesuoi, accompagnati dal mormorio delle sue limpide acque. Usciti dal bosco, dopo poco più di un’ora di cammino e attraversato il rio delle Baste, si risale un pendio erboso che, superata la curiosa particolare fenditura detta “Sass Strenc” raggiunge un bivio con belle chiare indicazioni: si lascia qui il sentiero 465 che prosegue sotto le pendici del gruppo del Cernera, e si gira a destra per il vicinissimoPonte di Sasso e quindi per il Piz del Corvo. Il luogo è talmente bello che vale la pena di sostare per ammirare l’architettura particolare che si è formata naturalmente sopra il rio e, in estate, per la ricchezza di flora alpina che colora le praterie circostanti. Attraversato il ponte naturale si giunge ad un’amena ampia conca, quest'area essendo poco frequentata è l'habitat ideale dove vivono i camosci, ha presso è consigliabile avere un binocolo e macchina fotografica cosi da poter ammirare questi magnifici animali. Il sentiero è segnalato da bolli rossi e passa incanalandosi a destra e  circoscrivendo le pendici del Piz del Corvo. Di fronte si stagliano le pareti laviche del Corvo Alto e più sopra la muraglia dei Lastoi di Formin. Giunti in cima alla sella prativa appaiono di fronte il Pelmo e il Civetta. Qui una tabella in legno indica a destra l’ultima ripida salita per giungere alla cima del Piz del Corvo (croce e libro di vetta) da dove si ammira un panorama a 360° sulle Dolomiti. Ridiscesi alla sella prativa, si seguono a destra le indicazioni dei paletti di legno dalla punta rossa, infissi lungo tutta la prateria per raggiungere i segnalati ruderi della Casera Vallazza. Si continua in discesa, attraversando un ruscello che forma il Rio Sacuz, per seguire sempre i bei paletti rossi finchè si raggiunge il sottostante sentiero CAI n. 466 nei pressi del torrente Cordon. Lo si percorre, scendendo a destra alla valle di Mondeval di Sotto. Si giunge così alla strada boschiva asfaltata che raggiunge l’abitato di Toffol.
 

 

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Programma di iniziative integrate per lo sviluppo dell'economia turistica delle Dolomiti e della montagna veneta. D.G.R. n. 2425 del 14/10/2010.